Sulle tracce di Indiana Jones: alla ricerca del ponte dell'antica via Herculia sul fiume Maglia

La valle dell'Agri ha da sempre rappresentato una direttrice di traffico naturale privilegiata, fin dalla pre-protostoria, perché collega le aree interne e montuose della Lucania con entrambi i litorali, quello ionico seguendo il percorso fluviale, e quello tirrenico attraverso alcuni valichi di notevole importanza, sia per gli itinerari della transumanza, sia per mettere in contatto, in epoca storica, le genti dell'interno con le colonie magno greche ioniche e quelle magno greche con influenza etrusca sul Tirreno. Con la romanizzazione, la Lucania fu subito dotata di strade militari, ovvero di percorsi grazie ai quali il potere centrale poteva controllare le aree periferiche attraverso l'invio di contingenti militari.
In età tardo imperiale la direttrice che collegava Venusia al litorale ionico e alla Regio-Capuam attraverso Potentia e Grumentum viene dotata per motivi propagandistici di un numero di cippi miliari che testimoniano una risistemazione della sede stradale (probabilmente fittizia, come si era soliti fare nella tarda antichità), che prenderà quindi il nome di via Herculia, dal nome di Massimiano Erculio, imperatore augusto d'occidente durante la tetrarchia dioclezianea. L'unico cippo miliario rinvenuto in Val d'Agri è oggi conservato presso il palazzo comunale di Marsico Nuovo, e l'iscrizione si presenta come una dedica agli augusti Diocleziano e Massimiano Erculio e ai cesari Flavio Valerio Costantino (ovvero Costanzo Cloro) e Galerio. L'iscrizione si data pertanto tra il 293 e il 305.
Da località San Giovanni di Marsico Nuovo, luogo del rinvenimento del miliario, la strada puntava verso sud est, raggiungendo la villa romana dei Bruttii Praesentes a Barricelle di Marsicovetere, di proprietà imperiale, per poi proseguire lungo il percorso pedecollinare sulla sinistra idrografica dell'Agri, passando per la località Porcili di Viggiano, dove è stato rinvenuto un tratto di strada probabilmente pertinente alla via Herculia, fino alla porta settentrionale di Grumentum, prima della quale la direttrice attraversava il fiume in località Ponte Pagano. A sud di Grumentum la via Herculia si diramava presso un quadrivio per dirigersi a sud da una parte, e a est dall'altra. Nei pressi del quadrivio si conserva tuttora un monumento sepolcrale del tipo a cilindro su basamento quadrato, che, grazie allo studio di confronti tipologici, si daterebbe al I sec. d.C.
Gli antichi Romani erano soliti porre mausolei e tombe lungo le grosse strade di percorrenza, e richiamavano l'attenzione del viandante attraverso monumenti e iscrizioni proprio per "continuare a vivere" dopo la morte nel ricordo del passante.
Proseguendo verso est, la strada raggiungeva il Bosco di Maglia, dove si localizza, sull'orlo della scarpata che porta al corso del Maglia, un altro mausoleo, a semplice cilindro, anch'esso prospiciente la strada antica.
Dal monumento si segue, attraverso una vegetazione fitta e intricata, un sentiero che scende attraverso la scarpata fino al letto del fiume. Il corso d'acqua è facilmente guadabile nelle stagioni estiva e autunnale: attraversato il fiume nei pressi di un'ansa che curva verso sinistra, bisogna risalire per circa venti metri la riva destra del Maglia, per poi ridiscendere qualche metro a monte. Così, tra le sterpaglie e gli alberi centenari, si intravede un ponte romano, probabilmente di I sec. a.C., completamente ricoperto di vegetazione, eppure ancora straordinariamente in piedi. A causa del cambiamento di corso del fiume, l'acqua non passa più al di sotto dell'arcata, ma defluisce parallelamente alla struttura. Dell'infrastruttura resta ancora in piedi il solo intradosso: tra l'imposta delle due arcate intercorre una distanza di 10 metri, mentre la distanza dalla chiave dell'arco, ribassato, a terra è di 3,30 metri. Della fronte restano ormai da entrambi i lati soltanto pochi conci, che però ci danno la possibilità di misurare la sede stradale, che, sul ponte, era larga esattamente 3 metri.
Attraverso questo ponte, la via Herculia puntava quindi a est, per raggiungere il litorale ionico dove si localizzavano le colonie magno greche di Siris-Heraklea e di Metaponto.
Raccomandiamo l'escursione solo a turisti esperti, amanti della natura e dell'archeologia, e consigliamo all'esploratore di seguire l'itinerario proposto nella rielaborazione grafica e di utilizzare un equipaggiamento adeguato (scarponi da trekking, pantaloni lunghi e calzettoni alti, un bastone, una bussola e ovviamente una macchina fotografica con la quale potrete immortalare il momento dell'emozionante scoperta).
Fig. 1. Marsico Nuovo, Palazzo Pignatelli: cippo miliario della via Herculia, rinvenuto nei pressi della Fontana di San Giovanni, sempre a Marsico Nuovo. Il cippo, (databile al periodo dioclezianeo), reca l'iscrizione IMP ∑C ∑M ∑A(ur). V(alerius) / DIOCLETIANVS ∑P / F ∑INVICTUS ∑AUG / ET ∑IMP ∑C M (Aur) / VAL MAXIMI / NVS (p) F I(n)V / ICTVS AVG ET / FL VAL CO / (ns)TANTINVS ET / (galeri)VS (ua / lerius maxi / mianus) / NOBB C(ae)SS, e testimonia il passaggio della strada nel luogo del rinvenimento.
Fig. 2. Grumento Nova, località San Giuseppe: mausoleo a cilindro su base a dado, di I sec. d.C. (immagine da Tarlano 2010).
Fig. 3. Grumento Nova, località Bosco di Maglia: mausoleo a semplice cilindro, caduto su un lato (immagine da Tarlano 2010).
Fig. 4. Grumento Nova, località Bosco di Maglia: ponte romano (immagine da Tarlano 2010).
Fig. 5. Grumento Nova, località Bosco di Maglia: ponte romano (immagine da Tarlano 2010).
Fig. 6. Grumento Nova, località Bosco di Maglia: ponte romano (immagine da Tarlano 2010).

Copyright testo e immagini (ove non inseriti altri riferimenti) di Francesco Tarlano.
Bibliografia essenziale:
1. L. Giardino, La viabilità nel territorio di Grumentum in età repubblicana ed imperiale, in Studi in onore di Dinu Adamesteanu, Galatina 1983, pp. 195-217.
2. F. Tarlano, Note sulla via Herculia e la viabilità nella zona di Grumentum, in L. Quilici, S. Quilici Gigli (a c.) «Atlante Tematico di Topografia Antica - ATTA XX», 2010, pp. 79-101.

Vedi:
1. I Romani in Val d'Agri la città di Grumentum