Anfibi

Nel 2011 l'Ente Parco dell'Appennino Lucano, Val d'Agri e Lagonegrese, ha avviato con il WWF Italia un progetto consistente in una prima approfondita indagine conoscitiva sulla distribuzione degli Anfibi nel Parco. Il progetto è stato realizzato nell'ambito del protocollo d'intesa stipulato tra il WWF ed i Parchi Nazionali dell'Appennino Lucano - Val d'Agri - Lagonegrese, del Pollino e del Cilento - Vallo di Diano per la redazione di un piano d'azione per la conservazione della biodiversità su area vasta e ne costituisce il primo momento attuativo.
Le conoscenze distributive degli Anfibi sono ritenute sempre più di estrema importanza a livello sia nazionale che internazionale in quanto gli Anfibi sono la classe di vertebrati a più alto rischio di estinzione su scala mondiale. La distribuzione è inoltre un criterio utilizzato, interpolato con altri dati, per stabilire il livello del rischio di estinzione che corre una data specie dalla più importante e storica (fondata nel 1948) organizzazione internazionale che si occupa di tutela della natura (IUCN=Interational Union for the Conservation of Nature, sito web: www.iucn.org). Una prima accurata conoscenza distributiva è quella che pone le basi per successivi studi demografici tali da evidenziare i trend delle popolazioni.

Il maggior contributo fornito dal progetto alla conoscenza degli Anfibi del Parco Nazionale dell'Appennino Lucano, Val d'Agri e Lagonegrese è da ritenersi nel numero di siti rinvenuti per specie e soprattutto nella loro localizzazione.
I dati emersi rivestono un ruolo di primo piano nella conoscenza della distribuzione degli anfibi, sia a livello regionale che nazionale. Infatti l'intera regione Basilicata risulta essere la regione italiana con meno records di specie. Pertanto il contributo apportato dai dati raccolti assume una rilevanza che va ben oltre le ovvie esigenza di tutela e conservazione del territorio del Parco dell'Appennino Lucano, in quanto, a causa dell'assenza di informazioni pregresse, fornisce un contributo determinante nel miglioramento delle conoscenze distributive sulle specie di anfibi presenti nel territorio italiano.
In termini comparativi con altri Parchi dell'Italia centro meridionale, la ricerca effettuata ha dato risultati eccellenti, sia per lo sforzo lavorativo profuso che per l'elevata ricchezza di siti e di specie.
Il Parco Nazionale dell'Appennino Lucano risulta infatti essere il Parco con più alta densità di siti di Anfibi (n2 siti/ha), risulta essere il secondo in termini di densità di records di specie/ha e in termini di numero assoluto di siti rilevati.

Inoltre nel progetto sono stati individuati nuovi record altimetri per 3 specie:

a) per la Salamandrina dagli Occhiali (Salamandrina terdigitata), che era nota spingersi fino a poco più di 1460 m s.l.m ma un sito nel Parco porta il limite altitudinale della specie a 1525 m;
b) per la Rana Italica (Rana italica), che era nota spingersi fino a 1420 m s.l.m ma un sito nel Parco porta il limite altitudinale della specie a 1525 m;
c) per l'Ululone Appenninico, che in un sito del Parco raggiunge il suo limite altitudinale per la Basilicata.