E...state nei parchi 2014 a San Chirico Raparo

Il video del campo estivo di San Chirico Raparo

Due giornate dedicati ad alcuni degli scorsi più interessanti della bassa Basilicata, tra il Parco Appennino Lucano e il Parco del Pollino. Per la manifestazione di educazione ambientale "E...state nei Parchi e nelle aree protette 2014", il Ceas Racanello di San Chirico Raparo ha organizzato due appuntamenti, il 25 luglio e il 6 settembre, aperti a tutti a stretto contatto con la natura.
Nel corso del primo incontro di luglio, i 34 partecipanti provenienti da vari comuni della Val d'Agri, come Viggiano, Marsico Nuovo e Villa d'Agri, e da altre regioni italiane, hanno esplorato il Bosco Favino, nei pressi del Comune si Castelsaraceno. Prima fase l'accoglienza dei ragazzini e degli adulti, con spiegazioni e indicazioni sulla giornata e sulle attività da compiere e poi l'escursione, con numerose pause con le guide per rispondere alle domande legate al territorio e all'ambiente. All'arrivo al bosco, il gruppo si è riposato, prima di iniziare le attività del laboratorio "Una finestra sulla natura", fornendo ai partecipanti tele per disegnare la propria visione della natura e, in particolare, di questo piccolo angolo a cavallo tra il Parco Appennino lucano e il Parco del Pollino. Al termine il ritorno al punto di partenza per la conclusione della giornata.
Nell'appuntamento di settembre i 20 partecipanti hanno invece esplorato il costone ovest del Monte Alpi, alla scoperta del pino loricato. Punto di partenza il rifugio Favino, raggiunto con un pulmino comunale. I bambini, nel corso della giornata, hanno socializzato con alcuni ragazzi tra i 16 e i 19 anni di origine africana, che hanno preso parte al progetto su invito del Ceas, accolti in Basilicata con il progetto "Emergenza Nord Africa" del Comune di San Chirico Raparo. Dopo le spiegazioni di rito sul sentiero e sulle attività antropiche, di cui si trovano traccia anche sulle montagne, il gruppo ha iniziato l'escursione all'interno del museo naturalistico all'aperto del Parco del Pollino. Tra tavole esplicative e pannelli didattici, il gruppo ha scoperto alcune informazioni sulla flora e sulla fauna tipica della zona, prima di intraprendere il sentiero della pietra, chiamato così in ragione delle cave estrattive a cielo aperto, oggi abbandonate. I ragazzi sono passati prima attraverso la faggeta e poi lungo il sentiero caratterizzato da numerose rocce, ammirando paesaggi e ambienti naturali fortemente diversi tra loro. La simulazione di una cordata, unendo tutti i partecipanti insieme con un filo rosso da alpinisti, ha fornito l'occasione per spiegare quali sono le misure di sicurezza da adottare in montagna. Proseguendo lungo la parete ovest del Monte Alpi, il gruppo ha raggiunto il capanno d'osservazione e il belvedere, una rotonda a picco sulla vallata. Sulla dorsale del Monte è stato possibile osservare con i binocoli alcuni esemplari di pino loricato, che crescono in altitudine dove il faggio non può sopravvivere. La pianta di origine balcanica, presente in Italia solo nel Parco del Pollino, prende il nome dalla lorica, un'armatura romana, visto il colore bianco che assume in vecchiaia. Sulla rotonda del belvedere ha preso il via la seconda parte della giornata, con il laboratorio di disegno e pittura all'aperto. I presenti hanno avuto fogli, matite e acquerelli per disegnare uno degli aspetti della montagna e il paesaggio che si può ammirare dal belvedere.
Dopo aver ammirato insieme i rispettivi lavori, il gruppo ha ripreso il sentiero del ritorno, passando dalla struttura dedicata al rito della 'ndenna, con numerose foto e pannelli che raccontano questo antico rito arboreo che caratterizza il Comune di Castelsaraceno. Due ragazzini, originari del Comune, hanno raccontato ai presenti le varie fasi di questo rito, dall'abbattimento degli alberi al loro trasporto fino al rito di piazza, prima di terminare la giornata ritornando al rifugio Favino, dove sono stati distribuite mappe e poster legati al Parco Appennino Lucano.