Costituzione della rete dei Boschi vetusti dei Parchi dell'Appennino meridionale/Nauro

Bosco vetusto proposto "FOSSO DI VALLE NAURO" (Abriola - PZ) nel territorio del Parco Nazionale "Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese" (da uno studio di Giuseppe Navazio, Mario Costanza, Domenico Mele - maggio 2016)

UBICAZIONE
Il bosco proposto come vetusto è stato localizzato a Fosso di Valle Nauro in area contigua al Bosco di Rifreddo (rif. IGM 1: 25000 - 199 I SO Pignola; 1: 50000 - 489 Marsico Nuovo [figura]). Esso ricade in agro di Abriola su terreni di proprietà comunale facenti parte del patrimonio silvano per cui è stato di recente redatto un Piano di Assestamento Forestale per il decennio 2014-2023.
L'area è nella parte alta dell'impluvio sormontato dalle cime del Ciglio (1439 m s.m.) e Serranetta (1475 m s.m.) e drenato dal Fosso di Valle Nauro e dal sottostante Fosso della Fagosa (Bosco della Bufata), tributari a basso ordine gerarchico della Fiumara d'Anzi, a sua volta affluente in sinistra del Torrente Camastra. Nell'area del bosco vetusto è la Sorgente Acqua delle Brecce.

DESCRIZIONE
I caratteri di vetustà sono imputabili alla particolare fisiografia dei luoghi e dovuti principalmente alla pratica consolidata di salvaguardare i soprassuoli forestali prossimi a linee idrografiche, a punti d'acqua, soprattutto per motivi di difesa idrogeologica. Tale pratica di salvaguardia degli esemplari vetusti ha riguardato anche le numerose vecchie aie carbonili di cui è costellata questa sezione del bosco comunale di Abriola.
L'area proposta come bosco vetusto ricade in una faggeta governata ad alto fusto, con almeno due classi cronologiche, generalmente tre, con presenza di piante secolari e di discreta necromassa in piedi e a terra. La faggeta è del tipo termofilo con compenetrazioni di elementi floristici della contigua cerreta e delle rare formazioni dominate dagli aceri (Acer spp.).

RILIEVI STRUTTURALI, SULLA NECROMASSA E FLORISTICI
All'interno del sito sono stati condotti rilievi (luglio 2015) in 5 plot, nel corso dei quali sono stati effettuati analisi stazionali, misure dendrometriche (strutturali del popolamento arboreo e della necromassa) e campionamenti floristici secondo i protocolli di campionamento del Centro Interuniversitario di Ricerca "Biodiversità, Fitosociologia ed Ecologia del Paesaggio" (CIRBFEP) di Roma.
I punti delle aree di campionamento sono stati restituiti su mappe digitalizzate con programmi di vettorializzazione a partire dalle medesime basi cartografiche utilizzate per i rilievi di campagna.
Tra gli altri aspetti significativi del bosco proposto come vetusto si segnala la presenza, tra le entità della flora vascolare censite, di specie per così dire "speciali", in quanto protette a livello internazionale (es. Cephalanthera rubra, Epipactis) o da provvedimenti di tutela a livello regionale (DPGR 55/2005) (es. Acer cappadocicum lobelii, Ilex aquifolium, orchidacee) o comunque interessanti dal punto di vista fitogeografico e della rarità (es. Digitalis lutea australis, Campanula trachelium trachelium, Polystichum setiferum). Infine è da sottolineare la presenza di licheni di Lobaria pulmonaria, indicatori di condizioni di continuità ecologica.

leggi la relazione su Costituzione della rete dei boschi vetusti dell'Appennino Meridionale