Ecosistema Fiume

Il Progetto

Recupero delle acque interne per il miglioramento dell'ambiente di riproduzione e delle rotte migratorie dei salmonidi

L'intervento di recupero delle acque interne ha riguardato una porzione del fiume Agri tra i comuni di Gallicchio e San Martino d'Agri, nella zona del Parco dell'Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese.
Le ipotesi di intervento hanno tenuto conto dell'analisi svolta, tenendo presente sia lo scopo di tutelare ed implementare le condizioni delle porzioni in stato di salute "migliore" sia, nel contempo, di cercare di porre rimedio alle problematiche ingenerate dall'eccessiva antropizzazione dei fiumi, specie in corrispondenza dei tratti maggiormente urbanizzati e "manipolati" dall'uomo.
La pianificazione degli interventi di sistemazione idraulica su un'asta fluviale non deve essere il risultato dello studio sulla selezione dei tratti sui quali si ritengono necessari gli interventi ma, al contrario, occorre individuare quelli lungo i quali non si deve intervenire e/o si ritiene di restituire naturalità al fiume.
Maggiore è la lunghezza complessiva dell'asta fluviale in condizioni naturali, migliore è dissipazione dell'energia delle piene e più efficaci sono le opere di difesa in quei tratti limitati lungo i quali si trovano insediamenti di carattere strategico e non ricollocabili e/o caratterizzati da rischio elevato.
Tale procedura è coerente con le necessità di mantenere efficaci i processi biologici dell'autodepurazione rendendo così possibile la sintonia tra le due necessità della difesa e della tutela.
Scopo principale del progetto è stato recuperare l'habitat delle acque interne, ristabilendo la continuità delle rotte migratorie e favorendo il ripopolamento delle specie ittiche.

DIFESA SPONDALE

Gli interventi di sistemazione idraulica, nel passato, remoto e recente, sono stati condotti anche nel tentativo di impedire le divagazioni dei fiumi in pianura. L'evoluzione dei meandri impone che una fascia più o meno ampia intorno al fiume sia soggetta a continui mutamenti, senza garanzie per gli usi dei terreni che risultano talora liberi e relativamente lontani dalle acque ma che, in tempi imprevedibili, possono essere inondati o sottoposti a nuova erosione.
La tipologia di intervento più utilizzata in questi casi consiste nell'impedire l'erosione delle sponde esterne, per bloccare l'evoluzione della dinamica fluviale, "irrigidendo" il fiume in una situazione morfologicamente statica.
È stata così realizzata una difesa spondale, basata sul rivestimento della riva esterna con gabbioni e terre rinforzate. I gabbioni sono opere di difesa spondale costituite dalla giustapposizione di gabbie di rete metallica colmate con ghiaia a granulometria grossolana variabile. Le gabbionate sono da preferirsi alle scogliere cementate ed ai muri e sono paragonabili alle scogliere a secco. Presentano interstizi più numerosi, ma più piccoli. Sono facilmente colonizzabili dalla vegetazione nelle porzioni emerse, ma presentano rifugi poco adatti ai pesci di taglia maggiore.

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