L'alternativa verde al petrolio nelle aree naturali protette

Convegno - Padula

Trivellazioni petrolifere nel Vallo di Diano? No, grazie. I vertici delle aree naturalistiche protette si mobilitano per evitare un'altra aggressione al territorio. L'Ente Riserve Naturali Foce Sele-Tanagro Monti Eremita e Marzano in prima fila al fianco del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, e del Parco Nazionale Appennino Lucano Val D'Agri e Lagonegrese, nonché della Comunità Montana Vallo di Diano.
Dopo i saluti di Raffaele Accetta, presidente della Comunità montana Vallo di Diano, e del sindaco di Padula, Paolo Imparato, interverranno la commissaria dell'Ente Riserve Maria Gabriella Alfano; Tommaso Pellegrino, presidente del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano; Domenico Totaro, presidente del Parco Nazionale dell'Appennino Lucano; Agostino Casillo, del Parco Nazionale del Vesuvio e i presidenti delle Province di Salerno e Potenza, Giuseppe Canfora e Nicola Valluzzi. Le relazioni scientifiche saranno svolte dal professor Franco Ortolani, docente di Geologia all'Università di Napoli Federico II, e dalla dottoressa Susanna D'Antoni, del Dipartimento per il Monitoraggio e la Tutela dell'Ambiente e la Conservazione della Biodiversità dell'Ispra e componente del Consiglio Direttivo del Parco Nazionale dell'Appennino Lucano.
Seguirà il dibattito, aperto ai sindaci, ai presidenti delle Comunità Montane e ai rappresentati delle associazioni che si stanno battendo sul territorio per impedire l'avvio del programma di trivellazioni petrolifere. Le conclusioni sono affidate a Gianpiero Sammuri, presidente nazionale di Federparchi, Franco Picarone, presidente della Commissione Bilancio del Consiglio regionale della Campania, e Francesco Pietrantuono, assessore regionale all'Ambiente della Basilicata.