Il Parco delibera il piano di gestione del cinghiale. Altro passo verso la filiera

08.17.2018

Il Parco Nazionale dell'Appennino Lucano segna un altro passo avanti nel contrasto all'emergenza cinghiali che coinvolge, con danni sempre più evidenti, allevatori, agricoltori e cittadini. 
Nei giorni scorsi il vicepresidente Vittorio Triunfo ha deliberato il nuovo 'Piano di gestione del cinghiale' valido per il quinquennio 2018-2023 che, dato il suo carattere di urgenza, è immediatamente eseguibile.
Il provvedimento si iscrive in un contesto di forte impegno da parte dell'Ente Parco sul delicato tema del controllo della fauna selvatica, che ha visto nel mese scorso la firma del contratto con la ditta vincitrice del bando per la gestione del servizio di trasporto e utilizzo dei cinghiali abbattuti nell'area protetta e che di fatto avvia il percorso verso la tanto attesa filiera di produzione di carni dello stesso, seguendo criteri di igiene, sicurezza e controllo necessari per l'avvio della rete produttiva.
Proprio in questi giorni, poi, si è tenuto presso la sede dell'Ente il corso di formazione per 70 selecontrollori del Parco che, in seguito alla frequenza dello stesso, hanno ricevuto il titolo abilitativo allo svolgimento dell'attività di selecontrollo andando a coprire in tal modo aree che erano prive di operatori, come quelle del Camastra e dell'alto Sauro.
Formazione degli operatori e nuovo piano di gestione avviano dunque una nuova fase nell'abbattimento dei cinghiali la cui presenza è divenuta ormai un pericolo per le persone e per le coltivazioni, oltre che un onere non indifferente per l'Ente Parco costretto a risarcire con adeguato indennizzo quanti ne ricevono danni.
Il piano di abbattimento del cinghiale ha ricevutO il parere favorevole dell'Ispra e prescrive il controllo sanitario, da parte dei servizi veterinari dell'Asp, dei capi abbattuti per la ricerca delle trichine prima di essere destinati al consumo.
Una delle novità del nuovo piano è la possibilità di eseguire l'abbattimento anche attraverso la tecnica cosiddetta della 'girata', che si esegue mediante l'impiego di cani addestrati ed abilitati tramite prove ENCI e guidati da operatori appositamente formati. 
Gli effetti positivi della delibera del Parco Nazionale dell'Appennino Lucano sono rafforzati e resi più efficaci anche dalla recente approvazione delle linee guida per il controllo e la sorveglianza sanitaria sui cinghiali selvatici da parte della Giunta regionale di Basilicata, con le quali si armonizzano in tema di controlli e destinazione dei capi.
"Il lavoro di sinergia che i nostri uffici hanno condotto con gli uffici della Regione -dichiara il vicepresidente del Parco Vittorio Triunfo- ha portato ad una svolta importante nel contrasto all'emergenza dei cinghiali nella nostra area protetta, consentendoci di avviare quella logica di filiera alla quale stiamo lavorando da tempo, che ci permetterà di trasformare un problema che sta diventando devastante in un'opportunità per operatori e ristoratori. La carne del cinghiale può entrare a far parte del paniere del Parco che conta già diversi prodotti che si distinguono per qualità e originalità. Infine voglio sottolineare -conclude Triunfo- l'intenso lavoro che sta dietro questo risultato da parte degli uffici dell'Ente Parco, spesso oggetto di impropri e immeritati attacchi da parte di una certa stampa. Continueremo a lavorare affinché la nostra biodiversità sia tutelata e rispettata, senza rinunciare, come in questo caso, a una programmazione rispettosa delle norme di igiene e sicurezza che le legge prescrive".