Titolo del mestiere: Filatrice

Periodo storico di riferimento: 1816

Fonti di riferimento: archivi comunali

Descrizione del mestiere
Nelle serate invernali, le nostre vecchie erano impegnate in uno dei compiti loro riservati. La filatura della lana di pecora. Un tempo, la filatura veniva praticata con la rocca e il fuso. La lana prima veniva cardata facendola passare e ripassare tra due assi di legno contrapposti, dai quali fuoriuscivano lunghi chiodi. Più tardi la filatura veniva fatta con apposite macchine a pedale, nelle quali il fuso era sostituito dalla spola.
La lana filata veniva poi raccolta in matasse, lavata in acqua calda, quindi usata per fare calze, maglioni, maglie, scialli ecc. Il lavoro durante l’inverno, veniva svolto nelle stalle, dove la gente era solita trascorrere la serata al caldo delle mucche.

Titolo del mestiere: Tessitrice (tessitura della ginestra)

Fonti di riferimento: Racconti

Descrizione del mestiere
La tessitura della ginestra vanta antichissime tradizioni. La ginestra veniva lavorata dopo la sfioritura tagliando i giunchi più lunghi e meno ramificati e con diversi processi di trasformazione si otteneva il filato da cui si ricavavano tessuti particolari. La ginestra, che cresce spontanea, veniva fatta bollire con l’aggiunta di cenere e soda caustica per ammorbidire gli steli, poi messa al macero per ammorbidire completamente la fibra. Poi gli steli macerati si cospargevano con la sabbia per separare la fibra; la fibra veniva separata dal canapulo strappando con decisione, per raffinarla e privarla delle parti legnose e del verde della clorofilla veniva poi battuta con mazze di legno. Per sbiancare la fibra la battitura veniva intervallata con frequenti sciacqui. Dopo essere state lavate e asciugate le fibre venivano pulite e selezionate quelle per la filatura. La filatura era la fase più difficile, consisteva nel trasformare la fibra in filato.

Giudizio di sostenibilità
La lavorazione della fibra della ginestra proiettata in un sistema di produzione ecocompatibile, si presenta come un antico mestiere da poter riproporre nel sistema economico moderno. Il prodotto da introdurre sul mercato sarebbe, infatti, oltre che innovativo, altamente ecologico e a vasta potenzialità di utilizzo.

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