Agli inizi del III sec. a.C. in Val d’Agri il territorio si presenta densamente insediato da gruppi etnici eterogenei: sappiamo che alla presenza indigena enotria, che ormai condivideva una koinè culturale comune agli Italioti delle coste, ben presto si erano aggiunte a partire dalla fine del V-IV sec. a. C. le popolazioni lucane che erano anche riuscite a impadronirsi di città della Magna Grecia in declino come Poseidonia. Con l’arrivo dei Romani, il popolamento dell’area subisce importanti trasformazioni. Con l’appoggio delle oligarchie locali, con le quali i Romani erano soliti stringere alleanze, la città di Grumentum viene fondata ex novo su un terrazzo fluviale rialzato, ben difeso da scarpate su tutti e quattro i lati, prospiciente il fiume Agri, nei pressi di un’ansa facilmente guadabile. Le genti che abitavano la vallata vengono raccolte in gran parte e forzosamente in un unico centro urbano, e gli insediamenti in campagna vengono riconvertiti in un minor numero di impianti produttivi, oltre che residenziali, finalizzati alle nuove esigenze economiche. Nella valle viene attuata la centuriazione, ovvero la divisione in lotti da distribuire in parti uguali ai coloni, e le tracce di questa partizione geometrica sono ancora oggi riconoscibili. L’area viene servita da un più articolato sistema viario, che in età imperiale verrà risistemato e prenderà il nome di via Herculia. La città inoltre viene servita nel periodo augusteo da un acquedotto monumentale, che captava le acque dalle sorgenti sotto la collina su cui sorge Moliterno, e correva su arcate i cui resti sono ancora oggi visibili. L’area urbana, pianeggiante, viene cinta da mura e dotata di un tracciato viario regolare, con strade che si intersecavano ortogonalmente e al cui interno gli isolati venivano occupati da abitazioni o edifici pubblici.
Il periodo più florido di Grumentum fu certamente quello imperiale: in età cesariana la città acquisì lo status giuridico di colonia, ed è a partire dal I sec. a.C., almeno fino al III d.C., che datiamo tutti i principali monumenti ancora oggi visibili.
All’incrocio dei due assi viari principali era il Foro, ovvero la piazza principale, dove erano collocati i maggiori edifici civili e religiosi della città: sui lati corti della piazza, rettangolare, si posizionano, l’uno di fronte all’altro, il Capitolium, ovvero il tempio dedicato alla triade capitolina (Giove, Giunone e Minerva) e il tempio dedicato al culto imperiale, nei pressi del quale è stata rinvenuta la testa di una statua femminile identificabile con Livia Drusilla, la moglie di Augusto, con il capo ricoperto da un velo, quindi in abito sacerdotale. Sui lati lunghi del foro troviamo i resti di edifici civili, come la Basilica e la Curia, mentre al lato del Capitolium è in corso di scavo un edificio templare a pianta circolare. I principali edifici forensi si datano tra il periodo cesariano e il I sec. d.C.
Non lontane dal Foro troviamo le “Terme repubblicane” e, più a nord, le “Terme imperiali”, un complesso in ottimo stato di conservazione, che contiene vari ambienti, come due tepidaria, delle piscine, un apodyterium, un calidarium. Nel frigidarium delle terme si conserva inoltre un meraviglioso mosaico con la rappresentazione di Scilla e i Giganti e numerose specie di pesci. Durante lo scavo delle terme vennero inoltre rinvenute due statue di ninfe, un’Afrodite con delfino e un Dioniso, esposte nel Museo Archeologico Nazionale dell’Alta Val d’Agri.
In posizione defilata, a nord est del Foro, addossato alle mura della città, si conserva l’Anfiteatro, realizzato in opera incerta, con rifacimenti in reticolato, databile al I sec. a.C.: la cavea in parte sfrutta il declivio di una collinetta, per il resto si innalza su strutture murarie in alzato, e presenta due ingressi principali.
A sud del Foro, si ubica il Teatro, con la cavea su strutture in muratura e quindi autoportante. L’edificio si data al I sec. d.C., ed è stato il primo a essere scavato, negli anni ’50 del secolo scorso. Si presenta in un ottimo stato di conservazione, anche grazie a un restauro recente, ed è fruibile per manifestazioni teatrali all’aperto. Presso la porticus post scaenam si innalza un tempietto di tipo italico, su alto podio, e non lontano dall’edificio sono visibili i resti di una domus patrizia, con l’ingresso principale che si affaccia sul decumano massimo della città. Al suo interno si conservano pregevoli mosaici.
Molto fitto doveva essere il popolamento sparso della valle, con fattorie e ville soprattutto nel fondovalle, o in zone pedecollinari, come ad esempio la villa monumentale in località Barricelle di Marsicovetere, che appartenne all’importante famiglia dei Bruttii Praesentes, dalla quale discendeva Bruttia Crispina, moglie dell’imperatore Commodo.
La città, sede vescovile dal 370 d.C., subì un rapido declino a partire dal V sec. d.C., anche a causa della guerra greco-gotica, e fu gradualmente abbandonata.

Bibliografia essenziale:
1. P. Bottini (a c.), Il Museo Archeologico Nazionale dell’alta Val d’Agri, Lavello 1997.
2. M.P. Gargano, La villa romana di Marsicovetere-Barricelle (Potenza), in F. Tarlano (a c.), Il territorio grumentino e la valle dell’Agri nell’antichità. Atti della Giornata di Studi Grumento Nova (Potenza), 25 aprile 2009, Bologna 2010, pp. 67-76.
3. L. Giardino (a c.), Grumentum: la ricerca archeologica in un centro antico, Catalogo della Mostra, Galatina 1981.
4. A. Mastrocinque (a c.), Grumentum romana, Convegno di studi, Grumento Nova, 28-29 giugno 2008, Salone del Castello Sanseverino, Moliterno 2009.
5. M. Sacchetta, Il territorio di Grumentum attraverso l’analisi delle fonti storiche locali, in F. Tarlano (a c.), Il territorio grumentino e la valle dell’Agri nell’antichità. Atti della Giornata di Studi Grumento Nova (Potenza), 25 aprile 2009, Bologna 2010, pp. 133-143.
6. F. Tarlano, La centuriazione nel territorio di Grumentum, in F. Tarlano (a c.), Il territorio grumentino e la valle dell’Agri nell’antichità. Atti della Giornata di Studi Grumento Nova (Potenza), 25 aprile 2009, Bologna 2010, pp. 77-90.

Vedi:
1. Il parco archeologico di Grumentum
2. Sulle tracce di Indiana Jones: alla ricerca del ponte dell’antica via Herculia sul fiume Maglia
3. Il Museo Archeologico Nazionale dell’Alta Val d’Agri

Fig. 1. Foto aerea obliqua dell’area urbana di Grumentum. Si riconoscono i monumenti principali: dal basso verso l’alto l’anfiteatro, le terme imperiali, il foro con i templi, la domus, il teatro.
Fig. 2. Foto dall’alto della villa romana di Barricelle – Marsicovetere (immagine da Gargano 2010).
Fig. 3. Monete argentee e bronzee da Barricelle – Marsicovetere (immagine da Gargano 2010).
Fig. 4. Il tratto finale dell’acquedotto, all’ingresso della città di Grumentum (immagine da Sacchetta 2010).
Fig. 5. Resti delle arcate dell’acquedotto romano, nelle campagne grumentine.
Fig. 6. Schema urbanistico della città di Grumentum, con i principali monumenti (immagine da Giardino 1981).

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