Titolo del mestiere: Il Seminatore

Periodo di riferimento: 1950

Fonti di riferimento: Racconto tratto dal libro “Frammenti di vita” di Sinisgalli Mario. Casa editrice Menna – Avellino, anno di stampa 2006

Descrizione del mestiere
Negli anni cinquanta la semenza si spargeva ancora a mano e ricordo la figura imponente di mio padre che, con quella specie di bisaccia a tracolla, lo sguardo fisso in avanti, il passo lesto e sicuro, affondava la mano destra nel sacco, riempiva il grande pugno e spargeva la semenza tra le zolle, prima a destra e poi a sinistra. Sì, perché non era facile seminare; bisogna far sì che in ogni metro quadro cadesse la stessa quantità di semi, in modo che le piantine nascessero alla stessa distanza l’una dall’altra, anche se non allineate come avviene con i mezzi meccanici. Se la stagione delle piogge andava bene, ai primi di Novembre iniziava la semina del grano duro ed era un lavoro massacrante e impegnativo: da una buona semina dipendeva un buon raccolto. Quando il campo era pronto, ben arato, ripulito e concimato si attaccavano le pariglie dei buoi all’aratro di legno e si tracciavano dei solchi paralleli a circa quattro metri distanti l’uno dall’altro: al centro di questa striscia chiamata “porca” si piazzava il seminatore per spargere la semenza. Per far sì che i chicchi cadessero in modo uniforme fra le zolle, l’operazione si faceva prima in un senso e poi in un altro, ossia andata e ritorno. Se il campo era assai vasto, i seminatori potevano essere due o anche più numerosi. Partivano contemporaneamente dalle opposte estremità del campo e inevitabilmente finivano per incrociarsi a metà di esso, dando così l’impressione di uno scontro fra due fazioni, ma il loro era sempre un incontro pacifico, come tutto ciò che attiene al lavoro nei campi. Viene da pensare che, incrociandosi tra di loro, i chicchi dell’uno potessero finire negl’occhi dell’altro, ma non era così: accadeva che al momento dell’incontro ognuno gettava la brancata sulla propria destra, così tutto filava liscio: a meno che non si volesse scherzare e qualche volta succedeva.