Si è svolto nell’ultimo fine settimana una interessante campagna di monitoraggio e aggiornamento delle conoscenze erpetologiche dell’Area di Rilevanza Erpetologica Nazionale (AREN, riconosciute dalla Societas Herpetologica Italica, SHI) della Regione Basilicata ubicata nel territorio del Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’agri Lagonegrese (PNAL) tra i comuni di S. Martino d’Agri, Spinoso e S. Chirico R. (AREN Monte Raparello, ITA100BAS001).

All’iniziativa hanno partecipato il Sub-Commissario del PNAL Dott. Antonio Conte, il Dott. Luca Coppari (responsabile SHI per le AREN), il presidente del Centro Studi Naturalistici Nyctalus Dott.ssa Mariangela Iacovino e il tesista Lorenzo Papaleo dell’Università di Napoli Federico II, che proprio nell’AREN di Raparello ha iniziato la sua attività di ricerca sul campo grazie alla convenzione stipulata con l’Università di Napoli Federico II per l’accoglienza e lo sviluppo di percorsi di tesi e di tirocinio presso l’Ente Parco.

Lo sviluppo di percorsi di tesi e la visita del responsabile nazionale delle AREN, ha spiegato il Sub-Commissario Conte, rientrano in una prima serie di attività di ricerca indirizzate a migliorare le conoscenze del sito del Monte Raparello e a sviluppare un processo di conservazione e valorizzazione del nostro parco. Insieme al personale dell’Area Tutela e Sviluppo del Territorio, che ringrazio per la collaborazione, stiamo pianificando e mettendo in campo una serie di attività di programmazione che ci permetteranno di implementare e accelerare una su una serie di azioni concrete di conservazione per molte specie target, come per l’ululone appunto.

Sull’importanza degli habitat acquatici e dell’AREN il Dott. Coppari ha tenuto a precisare alcuni punti fondamentali inerenti:

1) Importanza dell’AREN Monte Raparello a livello regionale e nazionale: L’AREN Monte Raparello (ITA100BAS001) è l’unica Area di Rilevanza Erpetologica presente in Basilicata, classificata come Nazionale in quanto sono presenti specie a rischio estinzione. Nell’AREN sono presenti più di 20 specie di Anfibi e Rettili (il 70% di tutte le specie presenti in Basilicata) di cui 20 in Direttiva Habitat. Appare dunque evidente l’importanza di conservazione di questa area, in quanto sono presenti molte specie di particolare rilevanza nazionale ed europea con popolazioni ancora abbondanti. A livello nazionale risulta essere una delle ARE più complete in termini di biodiversità, e una di quelle più attive grazie all’incessante lavoro dei suoi referenti, Remo Bartolomei, Antonio Conte e Antonio Romano e grazie al lavoro dei volontari del CSN Nyctalus di San Martino d’Agri.

2) Importanza conservazione ululone: All’interno dell’AREN Monte Raparello è presente l’ululone appenninico (Bombina variegata pachypus), una sottospecie endemica in forte declino in tutto il territorio nazionale. Qui appare ancora in salute, una delle ultime roccaforti per questo animale. Ma perché proteggere l’ululone? Le risposte sono molteplici, ma la principale riguarda il ripristino ambientale: costruendo nuovi siti riproduttivi per questo animale, si ripristina interi ecosistemi essenziali, non solo a questo anfibio ma ad un insieme di altre specie, aumentando la biodiversità e quindi le funzioni basilari degli ecosistemi stessi.

3) Sfide per il futuro della conservazione e valorizzazione delle A.R.E.: Sebbene la SHI (Societas Herpetologica Italica) ha riconosciuto le A.R.E. come zone di particolare interesse erpetologico, attualmente esse non hanno valore legislativo di protezione, come la Rete Natura 2000. Al momento la Commissione Conservazione della SHI sta lavorando in modo da poter proporre in futuro un loro giusto riconoscimento, anche di titolo legislativo, in modo da poter contribuire alla corretta conservazione di questi importanti siti, ricordando che la tutela di alcune specie, in questo caso anfibi e rettili, comporta la tutela e la conservazione di interi habitat e quindi di ecosistemi.

Sull’argomento anche il Commissario Priore ha ribadito l’importanza della tutela degli habitat acquatici ed ha ricordato come: Proprio in questi ultimi giorni l’Ente Parco ha chiuso una serie di convenzioni con le università per sviluppare un percorso di ricerca e conoscenza che possa garantire all’ente gli strumenti per poter programmare e sviluppare azioni concrete di conservazione indirizzate alla tutela delle specie e degli habitat più fragili. Questa è solo una prima fase che mira a creare le basi per un coinvolgimento di tutti i fruitori e i cittadini dell’area protetta in varie e diverse iniziative e che deve servire a mettere in moto un processo di piccoli interventi che coinvolgano anche il tessuto socio-economico locale, per promuovere una economia legata proprio ad azioni di conservazione e tutela del territorio. L’inizio dei percorsi di tesi e di tirocinio, così come gli accordi con gli enti di ricerca sono un chiaro segno della nostra volontà di accelerare sulla ricerca scientifica e sulla conservazione delle nostre risorse naturalistiche, in passato troppo tempo e risorse sono state sprecare, ed è giunta l’ora di recupera in fretta. La nostra stessa linea di programmazione è pienamente condivisa anche dalla Regione Basilicata con la quale stiamo sviluppando un percorso di programmazione e progettazione molto proficuo.

Questi sono solo i primi risultati tangibili del nuovo corso di gestione dell’Ente, che nonostante le mille difficoltà sta lavorando incessantemente a stretto contatto con i propri uffici per riportare sui giusti binari l’ente. Il commissario prosegue dedicando un ringraziamento speciale a tutti gli impiegati che con abnegazione e senso del dovere si sono messi a disposizione per poter recuperare sul tempo perso in passato. Tutti negli ultimi mesi si sono dedicati alla causa e insieme sotto la guida competente del direttore facente funzioni Dott.ssa Simona Aulicino stanno sviluppando un percorso condiviso di programmazione che presto darà i suoi frutti.

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