Recentemente è stato pubblicato uno studio sulla Lontra realizzato nel cuore del Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, di cui presentiamo un breve riassunto. L’autrice dell’articolo è la Dott.ssa M. Buglione che ha realizzato il lavoro in collaborazione con il gruppo di ricerca del prof. Fulgione del Dipartimento di Biologia dell’Università di Napoli “Federico II”.

Per tutti coloro che volessero leggere la versione completa in inglese potete trovarlo qui: https://peerj.com/articles/9606/

La lontra eurasiatica (Lutra lutra) ha subito un forte declino nelle aree della parte centro-occidentale del suo areale di distribuzione, durante la seconda metà del XX secolo. In Italia sopravvivono solo nuclei frammentati nella parte centro-meridionale della penisola. Oggigiorno la lontra è uno dei mammiferi più a rischio in Italia, e aumentare la conoscenza dell’ecologia di questa specie è un passaggio fondamentale per definire adeguate strategie di gestione. Questo studio è focalizzato sulla dieta della lontra nel sistema fluviale dell’Agri, uno dei più importanti siti di presenza in Italia, per comprendere sia le esigenze alimentari della specie sia l’impatto sulle comunità ittiche.

I risultati hanno mostrato che la dieta della lontra è caratterizzata da ciprinidi (Famiglia di pesci d’acqua dolce) che rappresentano ben il 97,77% dei pesci mangiati, mentre gli anfibi rappresentavano solo lo 0,85%.

Sebbene l’area di studio offra una gamma molto ampia di prede disponibili, la dieta delle lontre mostra una spiccata selettività, evidenziando una variazione della preda consumata, in funzione della tipologia del sistema idrico (es. Fiume, lago, affluente). Alcune delle prede trovate nella dieta erano specie aliene introdotte dall’uomo per la pesca sportiva.

I risultati di questa ricerca forniranno informazioni utili a definire strategie per la conservazione della popolazione di lontre nel Sud Italia, suggerendo azioni di gestione volte ad evitare alterazioni della comunità ittica attraverso introduzioni illegali senza controlli severi sul loro status tassonomico.

L’immissione di specie alloctone potrebbe comportare una riduzione generale della diversità delle prede della lontra, influenzandone il comportamento predatorio.

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Recentemente il PNAL ha partecipato alla presentazione di un progetto LIFE per la tutela della Lontra, mentre sono state elaborate diverse altre proposte che presto entreranno nel programma di conservazione pluriennale che sarà elaborato dall’Ente.

Il Commissario Priore si dice soddisfatto dei dati e delle informazioni che sono stati raccolti in questi mesi in cui si è lavorato soprattutto su una serie di specie a forte rischio d’estinzione come il Capovaccaio, l’Ululone appenninico e la lontra. Il commissario aggiunge: “Siamo certi che lavorando in maniera scrupolosa e scientifica su queste specie a rischio saremo in grado di sviluppare un programma di tutela efficace e duraturo per salvare alcune figure simbolo della biodiversità di quest’area”.

Marsico Nuovo 18 Agosto 2020

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